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Terra dei fuochi, inferno di camorra. Qui dove il cancro uccide di pi

19 / 07 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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I roghi di immondizia nella campagne del casertano e nel napoletano, stanno iniziando a mostrare le loro tragiche conseguenze. Andirivieni di camion e di auto che in mesi diventati anni hanno aperto sentieri che non c’erano. Fumo che soffoca, ceneri che entrano nei polmoni e nella terra. Fumo nero e denso da cumuli di copertoni mischiati a stracci, scarti di industria tessile, necessari per versare dentro ai pneumatici fuori uso chissà quale liquame industriale, altamente inquinante, che andrebbe smaltito come rifiuto speciale ma che, invece, viene interrato e bruciato. Oggi qui la terra fuma per  le reazioni chimiche di quei prodotti tossici. È tutto così, per chilometri e chilometri di una parte della fertile terra campana che è stata ribattezzata “triangolo della monnezza”. Una zona ampia che nel “piano regolatore” della camorra è stata assegnata al seppellimento dei rifiuti industriali. Divisa tra i clan dell’estrema propaggine della provincia di Napoli e il clan dei casalesi. Qui la ricchezza ha cambiato fonte: una volta erano il vino falanghina, gli ortaggi, le primizie, il turismo. Ora viene dalla diossina, dai metalli pesanti, dai fenoli, dai pcb. Ricchezza solo per pochi perché agli altri lascia miseria e la malattia. Non solo la criminalità organizzata, anche Stato, Regione e Provincia hanno sacrificato questa zona alle continue emergenze rifiuti. La connessione strettissima fra emergenza rifiuti e impennata della mortalità è fin troppo evidente, come le fiamme che illuminano le notti nelle campagne della zona. Il tasso di mortalità legato ai tumori in queste zone sia notevolmente aumentato, mentre nel resto del Paese è rimasto invariato, anzi nel nord, pare essere addirittura diminuito. A crescere sono alcune tipologie di tumori, come quello ai polmoni o al fegato.  Secondo uno studio, dell' Istituto nazionale per i tumori “Pascale” di Napoli, la connessione tra l'emergenza rifiuti e l'aumento dei casi di tumore è strettamente correlata. Infatti, negli ultimi venti anni «in provincia di Caserta si sono avuti incrementi percentuali del tasso di mortalità per tumori del 28,4%fra gli uomini e del 32,7% tra le donne, incrementi che sono stati rispettivamente del 47%  e del 40% anche in provincia di Napoli».  «Questo eccesso di mortalità, che riguarda anche altre patologie cronico-degenerative – sottolinea l’Istituto –, si configura come un grave problema sociale e ambientale, oltre che sanitario, di vasta dimensione e notevole gravità», tanto che «richiederebbe maggiore attenzione da parte delle istituzioni». Questo sottolinea quanto la situazione sia diventata grave in questo territorio. E così la preoccupazione è sancita.
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