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Gli sbagli da evitare quando si decide di investire i risparmi

14 / 05 / 2020

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Redazione

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Chi ha a disposizione un capitale da parte e non vuole lasciarlo a marcire sotto al materasso né erodere dai costi di tenuta di un conto corrente non ha che una strada da percorrere davanti a sé: quella di un investimento oculato. Siamo abituati a leggere articoli con buoni consigli su come investire risparmi correttamente, ma spesso ci si lascia distrarre finendo per commettere errori anche gravi. Uno degli sbagli più frequenti, per esempio, è quello relativo alla mancata diversificazione: è fondamentale, invece, diversificare il proprio portafoglio e, di conseguenza, il rischio. Ovviamente è opportuno non eccedere, ma usare una buona dose di buon senso capendo che non è intelligente destinare tutto il proprio budget a una sola operazione o a un solo fondo.

Investire per la pensione

Se si è saggi e previdenti, si dovrebbe iniziare a investire per la pensione con un certo anticipo. Di certo non ci si può affidare solo all’Inps, anche perché i contributi che versiamo oggi non servono per pagare la nostra pensione futura, ma le pensioni di oggi. Ecco, dunque, che pensare alla pensione pubblica come a un miraggio non è un’esagerazione, ma una realtà purtroppo concreta; conviene adeguarsi e reagire di conseguenza.

Informarsi con attenzione è fondamentale

Uno degli errori più frequenti che vengono commessi nel momento in cui si decide di effettuare un investimento è quello di non leggere con attenzione tutte le clausole dei contratti, le condizioni dei documenti che si sottoscrivono e i dati riportati nei prospetti informativi. Per fortuna gli intermediari vengono obbligati dalla legge a fornire per iscritto tutte le informazioni di cui ha bisogno un investitore, ma se poi quest’ultimo non le legge e firma contratti senza averci pensato prima due volte è un problema suo. Per evitare cattive sorprese è sempre indispensabile leggere tutto, anche a costo di spendere un intero pomeriggio per cercare di comprendere i termini più ostici e i concetti meno semplici.

Il trading online

È facile lasciarsi allettare dalle tante promesse di guadagni facili che caratterizzano il settore del trading online. La realtà dei fatti, però, dimostra che è molto complicato riuscire ad avere successo con questa attività. Fare trading non sempre è la soluzione migliore se si dispone di un capitale in banca: piuttosto è preferibile imparare a risparmiare e studiare come investire, per non correre il rischio di perdere un sacco di tempo e, soprattutto, un bel po’ di soldi, magari per seguire i corsi di guru improvvisati.

Come relazionarsi con gli intermediari

Anche se si ha a che fare con intermediari di cui ci si può fidare (o almeno si pensa di poterlo fare), non bisogna mai dimenticare che il loro obiettivo ultimo è quello di vendere dei prodotti. Nel caso in cui ci si ritrovi ad avere a che fare con un banker o un promotore che spingono un determinato prodotto in modo esagerato, al punto che appare sospetto, la prima cosa da fare consiste nel verificarne i costi. Quasi sempre ci si accorge che il prodotto in questione è costoso per chi investe e vantaggioso solo per chi lo promuove.

La gestione delle polizze

Nel novero dei prodotti finanziari in cui ci si può imbattere, le polizze unit-linked e index-linked si contraddistinguono per un livello di trasparenza decisamente modesto, e per di più prevedono commissioni molto elevate per coloro che le vendono. Quasi sempre, con una polizza di questo tipo ci si ritrova tra le mani un prodotto costoso che per di più, nel caso in cui si voglia disinvestire in anticipo, richiede il pagamento di una penale piuttosto alta. Non solo: alla conclusione del contratto ci si accorge che la performance offerta non è niente di che.

Le obbligazioni

Nella maggior parte dei casi, acquistare delle obbligazioni dalla propria banca non conviene, dal momento che esse sono cariche di costi: quelli che vengono definiti oneri impliciti. A parità di scadenza, insomma, è molto meglio orientarsi sui BTP, che in media sono più liquidi e meno rischiosi. Devono essere messe da parte in modo particolare le obbligazioni bancarie subordinate: nel caso in cui si sia in possesso di questi prodotti, un eventuale fallimento del soggetto emittente rischia di rivelarsi molto dispendioso da quando sono entrate in vigore le norme sul bail-in. Insomma, se proprio non si vuole fare a meno di acquistare dei bond, è indispensabile almeno studiarli con cura ed esaminarli in modo attento, anche attraverso un confronto con un titolo sovranazionale o governativo.

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