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Passione per la cultura e pellicole underground. Alla scoperta del cinema d`autore.

17 / 05 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Il Festival del Cinema Indipendente di Caserta è una rassegna ideata e organizzata dal collettivo CinemadalBasso, nato nel 2010 da un’idea di Giusi Ricciato, Valentina Sanseverino e Alessandro Inglima cui si aggiungono poi Novella Morrone e Francesco Massarelli. Si occupano all’inizio della distribuzione di pellicole ‘underground’, lavori che generalmente non sono rappresentati nei cartelloni di cinema e multisala locali. Da qui anche il nome del collettivo, che si propone di divulgare un’offerta cinematografica al di là delle logiche di mercato. Da questi presupposti si giunge all’idea di Giusi Ricciato di allestire proprio a Caserta, una città che ha avuto storicamente difficili rapporti col cinema e col teatro, un Festival di Cinema per l’appunto Indipendente. Indipendente sia per il carattere dei lavori selezionati per la proiezione, sia per l’iter che lo ha portato a nascere e giungere quest’anno alla terza edizione: una rassegna svincolata da qualsiasi contributo istituzionale/assistenziale, e che - a dispetto dei milioni di euro che gonfiano i budget dei grossi appuntamenti del settore - persevera a mettere il cinema e la sua fruizione avanti a tutto, continuando a reggersi grazie all’impegno e alla passione dei membri di CinemadalBasso oltre che a alcuni sponsor privati e naturalmente grazie al pubblico che, già nelle passate edizioni, ha risposto in maniera assai positiva all’alto livello dell’offerta culturale proposta all’interno del Festival. Questa terza edizione presenta la novità del programma che si dipana tra il pomeriggio/sera di venerdì e due intere giornate, quelle di sabato e domenica, le quali prenderanno avvio con l’esperimento delle ‘mattinate’. Colazione e aperitivo saranno offerti e così la cena (per la quale il pubblico potrà spostarsi al Jarmusch Club, chiudendo le giornate con la musica).Complessivamente verranno proiettati 35 lavori divisi tra documentari, lungometraggi, una sezione dedicata interamente a Vittorio De Seta e i cortometraggi, il cui bando di concorso emanato nello scorso settembre ha prodotto 217 opere inviate ai curatori, da cui ne sono state scelte 17. Un certo fil rouge attraversa le tematiche dei lavori scelti e presentati quest’anno: si tratta dell’amore visto in ogni sua possibile sfumatura, da quello fraterno a quello omicida, un sentimento che a volte si esprime per la mancanza di una persona e a volte per una mancanza percepita nell’animo.
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