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Litigano col sindaco per l`utilizzo di un bene confiscato, il Tar gli dà ragione

20 / 09 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Il Tar del Lazio ha dato ragione alla Comunita' di Capodarco, Compagnia dei Felicioni, sull'utilizzo di un bene confiscato alla camorra impiegato ai fini sociali. Al centro della disputa la villa confiscata al killer dei Casalesi Dario De Simone, gestita da due coniugi per accogliere bambini in affido temporaneo al comune di Trentola Ducenta, ai quali il sindaco Michele Griffo voleva revocare l'uso della struttura. Nella sentenza della magistratura amministrativa si sottolinea che, al di la' di come viene definito il titolo (comodato d'uso) con cui si da' un bene confiscato, esso e' una 'concessione' e, quindi, ai sensi di legge la competenza a disporre e' del Consiglio comunale e non di un sindaco o di una giunta. Quando sindaco e giunta dispongono altrimenti di questi beni, senza una specifico mandato da parte del Consiglio, stabilisce il Tar, eccedono sostanzialmente i loro poteri. In pratica, la decisione di togliere la casa donata nel 2000 alla Compagnia dei Felicioni deve essere presa dal consiglio comunale e non dal primo cittadino. Il sindaco Griffo, un anno e mezzo fa, non aveva prorogato il comodato d'uso della casa ad Antonio e Fortuna, i gestori della casa famiglia di bambini difficili. "Vuol dire che inseriro' la mia proposta nel consiglio comunale che e' previsto per martedi' prossimo", dice il primo cittadino. "Al di la' della qualificazione giuridica data dalle parti al rapporto - si legge nella sentenza - quest'ultimo appare abbia natura sostanzialmente concessoria, avendo ad oggetto un bene appartenente al patrimonio indisponibile del Comune (cfr. la delibera di C.C. n. 31 del 14 giugno 2000, nonche' Cons. Stato, sez. IV, 14 gennaio 1011, n. 185). Ne consegue che sulle vicende dello stesso avrebbe dovuto pronunciarsi il Consiglio comunale, che e' l'organo competente, ai sensi dell'art. 42, comma 2, lettera l della L. n. 267/2000, per gli "acquisti e alienazioni immobiliari, relative permute, appalti e concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta, del segretario o di altri funzionari".
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