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La Ztl a Caserta, in 5 giorni siamo tornati indietro di 30 anni. Ora serve uno shock, ma culturale

23 / 11 / 2014

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Carmine Di Niro

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“Uno studio approfondito dei flussi”. A quanto pare è questa una delle motivazioni che hanno indotto il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio a riaprire al traffico veicolare corso Trieste dal lunedì al venerdì, h24, escluso il weekend, e chiudere momentaneamente l’esperimento Ztl. Un provvedimento fortemente voluto dai commercianti e altrettanto fortemente osteggiato da gran parte dei cittadini. Il sindaco ha provato a difendere la sua scelta spiegando, appunto, che vi è la necessità di “studiare i flussi di circolazione che si genereranno in Via Cesare Battisti ed in Via Roma e Viale Vittorio Veneto. Tale necessità scaturisce dagli imminenti lavori di riqualificazione dell'arredo urbano del Corso Trieste e di risistemazione e riqualificazione di Via Mazzini che sarà oggetto di interventi molto importanti e che potrebbero addirittura comportarne la chiusura al traffico”. Una scelta dettata anche “dalle decine di iniziative che abbiamo programmato in tante zone della città per il Natale e che inevitabilmente, con il Corso chiuso, potrebbero creare grossi disagi alla circolazione”. Non ultimo ovviamente il pressing dei commercianti: “Non credo che dalla Ztl dipenda la crisi ma comunque per il Natale credo sia opportuno dare, come richiesto, qualche opportunità in più agli operatori commerciali”.

 

Ma a questo punto qualcosa non torna. Perché solo lo scorso 18 novembre lo stesso Pio Del Gaudio spiegava che la Ztl era “una conquista della città”. “In tutte le città civili – affermava il sindaco - le Ztl si allargano. Non possiamo tornare indietro di 30 anni, la Ztl è una conquista delle città civili”. Del Gaudio esortava poi i commercianti ad adeguare i propri orari “alle esigenze della città, facciano proposte concrete per vivacizzare la Ztl. Rispetto le posizioni di tutti ma è mortificante nel 2014 discutere ancora oggi di queste cose ed addirittura prevedere l'eliminazione della Ztl sul corso e istituire i parcheggi a pagamento e le strisce blu”. In 5 giorni tutto rimangiato, il corso riapre allo smog e al caos delle auto dopo le pressioni dei commercianti. Il tutto senza il parere dei cittadini, dato che il primo cittadino aveva annunciato anche l’intenzione di istituire un referendum sul tema, e scavalcando persino il Consiglio comunale. Una decisione presa da solo, delegittimando lo stesso Consiglio per le pressioni di uno sparuto gruppo di commercianti.

 

Per non parlare degli aspetti meramente tecnici ed economici. È infatti appurato che la pavimentazione del corso non è idonea a supportare la mole di traffico prevista. E alle proteste dei commercianti, i quali attribuiscono alla Ztl la causa delle loro difficoltà finanziarie, è facile rispondere che senza una vera ed efficace azione di marketing è logico pensare che i cittadini preferiscano spendere nei centri commerciali, dove le attrattive non mancano.

 

Allora qual è la soluzione? Uno shock. Uno shock culturale che possa finalmente cambiare questa città, e che riguardi tutti: cittadini, commercianti, classe politica. Un profondo cambiamento per adeguare Caserta alle esigenze di tutti, un cambiamento che porti la città nel 2014, aprendo la città a pedoni e ciclisti, scoraggiando l’uso delle auto e sviluppando un vero sistema di mobilità sostenibile. Per un obiettivo importante come questo c’è bisogno del contributo di tutti, una visione strategica comune per valorizzare il tanto di buono che c’è e che rimane sommerso tra polemiche di bottega.

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