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La camorra nei bar degli ospedali dell'Asl. Pentito tira in ballo ex deputato casertano

26 / 10 / 2014

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Giuseppe Perrotta

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Ci sarebbe anche un ex senatore della Repubblica Italiana nella vicenda degli appalti illegali delle buvette degli ospedali di Marcianise, Maddaloni e Piedimonte emersa dall'indagine del Nucleo Operativo dei carabinieri di Caserta che ha portato all'arresto di Petruolo (padre e figli) accusati di aver estorto soldi ai gestori grazie alla propria vicinanza al clan Belforte. Ed a parlare di questa situazione, aiutando gli inquirenti a fare luce sulla vicenda, sono stati proprio i pentiti del clan di Marcianise. Tra questi spunta Bruno Buttone, un pezzo grosso del clan, colui che ha tenuto in mano tutte le operazioni da quando Salvatore e Domenico Belforte sono stati arrestati. E Buttone parla proprio di Petruolo (padre) e della decisione di favorire Salvatore e Antonio (i figli) per la gestione del bar dell'ospedale: «In virtù del fatto che la famiglia di Salvatore è stata sempre a disposizione del nostro gruppo, ed i due fratelli, Salvatore ed Antonio, erano persone sempre a nostra disposizione, l'appalto per la gestione del bar è stato vinto da loro. E' stato il padre Giuseppe che, grazie alle amicizie che il nostro gruppo aveva coi politici locali, in particolare con Pierino Squeglia, ha ottenuto la possibilità di gestire il bar all'interno del vecchio ospedale di Marcianise». Buttone, dunque, tira di nuovo in ballo l'ex parlamentare della Margherita, poi transitato nel Pd ed infine nell'Api, che comunque non risulta indagato in questa indagine. «Io non so di quali dirigenti si sia avvalso Squeglia per garantire tale affidamento. Bottino all'epoca era in buoni rapporti con Squeglia, ma non posso confermare che sia stato lui».

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