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Il pentito racconta la fuitina d'amore della fidanzata dell'amico prima del matrimonio e lo incastra: 'La mia latitanza a casa sua'

27 / 10 / 2014

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Redazione

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Una fuitina d'amore che aveva messo in pericolo il matrimonio di Salvatore Petruolo e della fidanzata, che aveva perso la testa per un altro ragazzo, dipendente di un cugino di Bruno Buttone. E' una parte del racconto che il collaboratore di giustizia di Marcianise dopo anni trascorsi a comandare all'interno del clan Belforte, fa ai magistrati della Dda per dimostrare la propria conoscenza diretta dei fatti che riguardano Salvatore Petruolo, arrestato insieme al fratello ed al padre per l'inchiesta relativa alla gestione dei bar negli ospedali dell'Asl di Caserta. «All'epoca in cui ero libero - racconta Buttone - lui faceva l'infermiere all'ospedale di Marcianise. Anzi, ora che mi ricordo bene, lui faceva servizio come infermiere, nella sede dell'USL che era ubicata dove è oggi la caserma dei Carabinieri di Marcianise. Lui inoltre insieme alla sua famiglia ha sin dagli inizi degli anni '90 gestito il bar che si trovava all'interno dell'ospedale vecchio di Marcianise. Gestione che è durata fino alla chiusura del vecchio ospedale. Con l'apertura del nuovo ospedale lui non ha avuto subito la licenza per il bar nel nuovo ospedale ma non ricordo se quando sono stato arrestato, nel 2007, aveva già avuto la nuova licenza e già gestiva il bar oppure era prossima l'apertura in quanto lo stesso Salvatore, con il quale io sono stato sempre in contatto, mi aveva riferito che erano stati risolti i problemi legati alla nuova licenza del bar per l'ospedale nuovo. Sono sicuro comunque che è passato un certo periodo di tempo tra la chiusura del bar all'interno del vecchio ospedale e l'apertura del bar nel nuovo ospedale. Queste cose mi sono state delle personalmente Salvatore e dal fratello Antonio con i quali io sono stato sempre in contatto in quanto la sua famiglia ed anche il padre sono stati sempre fiancheggiatori del nostro gruppo, tanto che io ho anche trascorso una parte della mia latitanza presso la loro abitazione che si trovava a via Po a Marcianise nello stesso stabile in cui abitava il figlio di Buonanno Gennaro, Pasquale, e di fronte all'abitazione dello stesso Buonanno Gennaro».

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