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«I politici dovevano assecondare solo quello che noi decidevamo». Dichiarazione choc del pentito in aula

27 / 11 / 2014

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Giuseppe Perrotta

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Dipendenti comunali, amministratori, politici di vario rango: dal sindaco al parlamentare, passando per consiglieri ed assessori. Tutti sotto il controllo del clan Belforte. E' la fotografia che emerge dalle dichiarazioni dei pentiti dell'organizzazione criminale di Marcianise che si susseguono nel corso degli arresti e dei processi in corso di svolgimento.

Tra le ultime dichiarazioni rese in 'forma pubblica' e davvero molto interessanti ci sono quelle di Bruno Buttone, esponente apicale del clan Belforte, in carcere da poco meno di dieci anni e diventato collaboratore di giustizia. Il pentito è stato ascoltato nella prima decade di novembre nel corso del processo a carico dell'imprenditore di Marcianise Angelo Grillo per gli appalti truccati all'Asl di Caserta. Interrogato dal pubblico ministero della Dda e dai difensori di Grillo (Renato Jappelli e Giuseppe Foglia), il collaboratore di giustizia indica nomi di politici di riferimento del clan Belforte sia per gli affari comunali che per quelli della sanità.

In particolare, con riferimento alla gara dei rifiuti del Comune di Marcianise che Grillo avrebbe dovuto vincere, Buttone specifica che tutti i riferimenti del clan erano a conoscenza che Grillo doveva vincere la gara. «Noi abbiamo parlato con tutti, avvocato. Tutti erano a conoscenza, noi facevamo quello che decidevamo noi, i politici dovevano semplicemente assecondare quello che noi decidevamo». Ma chi sono questi politici di riferimento? Quattro nomi sono quelli che Buttone aveva fatto nella precedente udienza: Pierino Squeglia, Zarrillo, Pinuccio Moretta e l'ex sindaco Filippo Fecondo.

E' lo stesso pentito poi a specificare di aver parlato con l'ex parlamentare Piero Squeglia per riuscire ad ottenere l'appalto all'Asl di Caserta per Angelo Grillo. Laconica la risposta di Buttone ad una chiara domanda dell'avvocato di Grillo: Squeglia è sempre stato colui che ha favorito Grillo nell'aggiudicazione degli appalti».

Ancora più inquietante ciò che Buttone racconta relativamente al Comune di Marcianise: «Quando parlo di riferimento politico, quando parlo di riferimento comunale, per quanto concerne la realizzazione o la concessione di una gara per assegnare poi ad una nostra ditta di riferimento, non parlo ai politi intesi come assessori o quant'altro, ma persone che gestivano direttamente l'ufficio tecnico, persone che tra l'altro sono persone anche indagate in fatti di camorra». Ed aggiunge: «L'ufficio tecnico di Marcianise o i nostri riferimenti sul Comune di Marcianise sono stati da sempre nostri riferimenti, sia quando c'erano anche altre ditte che gestivano. Basti pensare che molte volte i ratei estorsivi per quanto concerne la raccolta dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Marcianise, molte volte ci arrivavano dagli stessi politici o da persone stesso del Comune».

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