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Farmacie online, in Campania il maggior numero di shop attivi

30 / 10 / 2019

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Redazione

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Le farmacie online sono una realtà piuttosto recente. La normativa che ne regola l'attività, infatti, risale al 2016, anno dell'attivazione dei primi esercizi autorizzati. Da allora, il numero di e-pharmacy è aumentato costantemente, arrivando a sfiorare il migliaio nel 2019 (dato relativo a tutto il territorio nazionale); le Regioni in cui si registra la concentrazione più elevata sono la Campania, la Lombardia e il Piemonte.

I dati sulle farmacie online

Il 16 e 17 ottobre si è tenuta a Sorrento la VI Convention annuale di Federfarma.Co e Federfarma Servizi dedicata al tema "Il futuro delle reti di farmacie indipendenti: opportunità nell'era dell'innovazione digitale". Nell'occasione si è sottolineato come la Campania vanti il maggior numero di farmacie online attive (ben 139 sulle 870 presenti in tutta Italia): esse sono raggiungibili ad uno specifico indirizzo, come ad esempio DocPeter, dove gli utenti possono cercare il prodotto di cui hanno bisogno e verificare se l'esercizio è autorizzato all'attività.

Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, ha sottolineato come "il settore dell'e-commerce non può essere più sottovalutato; esso va presidiato perché si sta sviluppando e affermando sempre più. Vanno fatte, però, due riflessioni. La prima è che la diffusione dell'e-commerce può esporre sempre più i cittadini a prodotti contraffatti, specie se la ricerca e l'acquisto vengono effettuati da siti diversi da quelli registrati presso il Ministero della Salute. Per questo invitiamo i farmacisti a ritagliarsi un ruolo sempre più importanti nella corretta informazione verso i cittadini". 

Per quanto riguarda i numeri relativi al commercio online, Francesco Cavone, Associate Director, Offering Innovation & Strategic Partnership Iqvia, ha evidenziato come "il fatturato sia in crescita. Il prezzo resta una leva importante per il commercio online ma anche la privacy e la comodità giocano un ruolo molto importante". Secondo i dati elaborati da Iqva, tra il 2017 ed il 2018 il comparto ha fatto registrare un aumento significativo in termini di fatturato passando da 96 a 155 milioni di euro. L'Istituto ha registrato un trend analogo anche per quanto riguarda i farmaci da banco per automedicazione e i prodotti per la cosmesi.

La normativa sulle farmacie digitali

Come si apprende dalla sezione apposita del sito ufficiale del Ministero della Salute, la vendita online è ammessa solo per la piccola distribuzione e solo "per i farmaci senza obbligo di prescrizione, cosiddetti  SOP, che comprendono i farmaci da banco, anche detti OTC (Over The Counter), che sono medicinali da automedicazione e che come tali vengono indicati solitamente per disturbi di lieve entità. Sono usati per un breve periodo di tempo e per essi non è necessario l’intervento del medico. Un bollino sulla loro confezione li rende facilmente riconoscibili".

Le farmacie online, per essere attivate, devono ottenere la relativa autorizzazione, rilasciata dalla Regione o dalla Provincia autonoma. Il titolare della farmacia che intenda attivare un punto vendita online deve comunicare all'autorità competente le seguenti informazioni: denominazione, partita IVA e, indirizzo completo del sito logistico, data d'inizio dell'attività di vendita a distanza al pubblico di medicinali mediante i servizi della società dell'informazione, indirizzo del sito web utilizzato a tale fine e tutte le informazioni pertinenti necessarie per identificare il sito.

Una volta ottenuta l'autorizzazione, il richiedente deve inserire l'indirizzo del sito della farmacia online nell'elenco dei soggetti abilitati alla vendita; in aggiunta, deve ottenere il logo - in formato digitale non trasferibile - che identifica le e-pharmacy autorizzate alla vendita dei prodotti previsti dalla normativa. Il logo, un bollino quadrato di colore verde, deve contenere il link alla sezione relativa alle farmacie online del Ministero della Salute, dove ogni esercizio attivato è registrato tramite denominazione, indirizzo e partita IVA; inoltre "non è consentito utilizzare il logo nelle pagine impiegate prodotti diversi dai medicinali senza obbligo di prescrizione (dispositivi medici, integratori alimentari, cosmetici, ecc.)".

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