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E' morto il "vescovo degli immigrati" Bruno Schettino. I soccorsi sono entrati rompendo la finestra del bagno. Domenica i funerali

21 / 09 / 2012

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Giuseppe Perrotta

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Capua e l'intero territorio casertano perdono improvvisamente un riferimento fondamentale. Questa notte un infarto ha stroncato la vita dell'arcivescovo di Capua Bruno Schettino, con in lutto l'intera comunità dei fedeli. Dalle prime testimonianze rinvenute, i collaboratori più stretti che hanno scoperto il corpo affermano che l'arcivescovo era riverso su di un fianco ed il suo volto aveva un'espressione serena. Ordinato sacerdote il 28 giugno 1964, laureato in filosofia, Bruno Schettino viene nominato vescovo di Teggiano-Policastro l'11 febbraio 1987. Riceve l'ordinazione episcopale il 4 aprile 1987 dal cardinale Giuseppe Caprio, coconsacranti gli arcivescovi Guerino Grimaldi e Giuseppe Costanzo e dal 29 aprile 1997 è promosso arcivescovo di Capua. Era presidente della Commissione Episcopale per le migrazioni e membro della Conferenza Episcopale Campana, oltre a ricoprire la carica di Cavaliere di Gran Croce e gran priore dell'Ordine Militare di Santa Brigida. Il feretro sarà portato a breve in cattedrale per consentire alla comunità di fedeli di porgergli l'estremo saluto. AGGIORNAMENTO ORE 10.  Secondo il medico legale che ne ha accertato il decesso, mons. Bruno Schettino e' morto di infarto nel sonno, tra le 3 e 4 di stanotte. Per accedere alla sua stanza da letto e' stato necessario rompere il vetro della finestra del bagno. I funerali dell'arcivescovo di Capua e presidente della Commissione delle Migrazioni della Cei saranno celebrati domenica prossima, a partire dalle 16,30, nella cattedrale di Capua. AGGIORNAMENTO 10.30. Era membro della Conferenza Episcopale Campana. Si era sempre battuto in prima linea per l'affermazione dei diritti degli immigrati e spesso si recava a Castelvolturno per dare conforto e sostegno alla comunita' di africani. Aveva usato parole forti contro gli esecutori materiali della strage degli immigrati messa a segno il 18 settembre del 2008 dal gruppo stragista del clan dei Casalesi. Ad agosto scorso aveva fatto il suo ultimo viaggio a Lourdes. AGGIORNAMENTO 10.40. “Esprimo profondo dolore per la scomparsa dell’arcivescovo di Capua, monsignor Bruno Schettino. Se ne va un grande riferimento spirituale e culturale per l’intera provincia di Caserta”. A dichiararlo è stato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi. “La scomparsa di monsignor Schettino – ha proseguito Zinzi – lascia un vuoto in tutti i fedeli e in tutti i cittadini di Terra di Lavoro. Ai suoi familiari e all’arcidiocesi di Capua vanno le sentite condoglianze di tutta l’Amministrazione Provinciale di Caserta”. AGGIORNAMENTO 10.55. “La scomparsa di Monsignor Schettino lascia un enorme vuoto nell’intera comunità, sgomenta per la perdita improvvisa di un punto di riferimento che tanto ha dato per la crescita spirituale, morale e culturale di Capua e della Campania”. Così il presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano. “Esprimo- aggiunge- a nome mio e dell’intero Consiglio regionale, il più sentito cordoglio ai familiari dell’Arcivescovo, alla Curia e a tutta la comunità capuana, che di Monsignor Schettino è stata la grande famiglia spirituale”. AGGIORNAMENTO ORE 11.30. Era il "vescovo degli immigrati", monsignor Bruno Schettino, l'arcivescovo di Capua e presidente della Commissione Cei per le Migrazioni e della Fondazione Migrantes, ucciso questa notte da un infarto. La morte di monsignor Schettino e' una "grave perdita", ha commentato don Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes: "oltre alla sua cordialita' e amabilita', ci manchera' la sua passione pastorale per i migranti, il suo impegno quotidiano per far emergere dall'illegalita' persone e lavoratori migranti, il suo impegno per la giustizia e per la pace sociale, contro ogni discriminazione e conflittualità". "Come Migrantes - ha assicurato Perego - non mancheremo di conservare e alimentare la sua passione e il suo impegno pastorale per i migranti, sapendo di poter contare sempre sul suo sguardo paterno". "Con la sua opera educativa la Chiesa intende essere testimone dell'amore di Dio nell'offerta di se stessa; nell'accoglienza del povero e del bisognoso; nell'impegno per un mondo piu' giusto, pacifico e solidale; nella difesa coraggiosa e profetica dei diritti di ogni uomo, in particolare dello straniero, dell'immigrato e dell'emarginato; nella custodia di tutte le creature e nella salvaguardia del creato", monsignor Schettino aveva concluso con queste parole la sua ultima omelia, pronunciata lunedi' scorso, per la festa di san Roberto Bellarmino. Affermazioni che, sottolinea il giornalista e scrittore Francesco Grana, custode di molte memorie della Chiesa Campana, "sono destinate a diventare il suo testamento spirituale. Stroncato da un infarto la scorsa notte, Schettino era Arcivescovo di Capua e Presidente della Commissione Episcopale della Cei per le migrazioni e della Fondazione "Migrantes". "La storia delle migrazioni - aveva affermato recentemente l'arcivescovo campano commentando il messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2012 - e' segnata da sofferenze, alla ricerca di una esistenza migliore possibile, sfuggendo da minacce di persecuzioni, guerre, violenza, fame, pericoli derivanti da catastrofi naturali. E "la Chiesa - concludeva il prelato - e' posta di fronte alla sfida di aiutare i migranti a mantenere salda la fede, anche quando manca l'appoggio culturale che esisteva nel paese di origine, individuando anche nuove strategie pastorali, come pure metodi e linguaggi per una accoglienza sempre vitale della Parola di Dio".

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