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Corso Ferdinando II e Ztl, la lettera di Del Gaudio: ‘Città non può subire le proteste dei commercianti’

16 / 11 / 2014

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Redazione

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È costretto ad intervenire in prima persona il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio dopo le polemiche e il dibattito nato in città per il prossimo, possibile cambio di nome per Corso Trieste, che dovrebbe trasformarsi in Corso Ferdinando II di Borbone dopo la mozione proposta dai consiglieri Luigi Cobianchi e Domenico Maietta.

 

“Votata all'unanimità dal Consiglio – si legge nella nota del sindaco -  è un atto di forte valenza politica e di indirizzo che ha riproposto le significative radici della nostra storia e che la giunta terrà in considerazione congiuntamente a tutte le valutazioni tecniche e amministrative necessarie, non escludendo anche il dibattito con le associazioni cittadine. Altra questione è quella del corso Trieste che, durante la settimana, è interessato dal traffico veicolare libero per 18 ore al giorno e dalla Ztl, se così la si può definire, per sole 6 ore al giorno. Su questo argomento la mia posizione personale, non politica e nemmeno partitica, è sempre la stessa: ad essa orienterò ogni volta il mio voto in Consiglio. Sono favorevole alla Ztl perché essa è necessaria a tutte le città civili che vogliano crescere all'insegna della modernità e della qualità della vita. Ritengo che la ztl, il suo allargamento, le aree pedonali siano un elemento che possa caratterizzare positivamente Caserta. La nostra, nessuno lo dimentichi, è la città della Reggia, del Belvedere di San Leucio, di Casertavecchia, quella nella quale deve essere quotidiano l'impegno per uno sviluppo orientato al turismo. E allora, in questa città, è stucchevole e miope ogni ragionamento che periodica ritorna a discutere di una ztl che dura 6 ore al giorno. Tutto ciò senza guardare avanti, senza adoperarsi per crescere e migliorare la vita quotidiana di tutti noi. La crisi che grava sui commercianti cittadini è la stessa che pesa su altre categorie professionali. Nessuna di queste, però, immagina di poter cambiare le regole della città a tutela esclusiva di quelli che sono pur legittimi interessi privatistici. Non c'è alcuno che si interroghi seriamente su cosa il commercio cittadino abbia mai donato alla città in tempo di "vacche grasse". E allora non è assolutamente giusto che, in tempo di "vacche magre", l'intera cittadinanza debba subire le sia pur legittime lamentele di una categoria che non lavora a invertire la sua rotta. Bisogna guardare alla Ztl con altri presupposti: come contribuire ad essa con contenuti e manifestazioni, iniziative che l'Amministrazione per la sua parte non ha mai cessato di assicurare, nonostante le difficoltà. La categoria commerciale cittadina, peraltro attraversata da una crisi di rappresentanza (continuo a ricevere opinioni di numerosi commercianti che la pensano diversamente da coloro che se ne fanno portavoce), è chiamata ad interrogarsi sulla qualità della sua offerta sul corso Trieste, se essa evidenzi marchi capaci di essere attrattivi e competitivi rispetto a quelli di altri luoghi o se invece non debba indirizzarsi a cambiarla, a rimodularla per continuare ad essere elemento concreto dell'economia cittadina”.

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