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CAMORRA Sequestrano un imprenditore e lo picchiano a sangue, ma la vittima era sbagliata

26 / 10 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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Il capoclan pentito Salvatore Belforte ha confesso al pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi di aver taglieggiato gli imprenditori interessati alla realizzazione del Consorzio Oro Mare, da lui stesso definito "una truffa" a tavolino, ben organizzata. Nel corso dell'interrogatorio del 22 maggio nel carcere di Rebibbia, il capoclan di Marcianise afferma: "Dopo l'incontro con Ciliento io decisi di rivolgermi direttamente al presidente del Consorzio De Luca. Io in un primo momento volevo contattare De Luca proprio attraverso Ciliento ma lo stesso mi disse che De Luca era un tipo sospettoso e che quindi se lui avesse fatto da intermediario quello si sarebbe insospettito ed avrebbe potuto denunciarlo. Pertanto io decisi di risolvere da solo (il problema, nda). Pertanto dopo qualche giorno mi incontrai con Bruno Buttone al cui illustrati le cose che mi aveva detto Ciliento e la mia intenzione di avere direttamente rapporti con De Luca. L'incontro avvenne se non sbaglio a casa mia e Bruno fu accompagnato dal fratello Claudio. Bruno mi disse che il fratello conoscenza una persona che lavorava all'interno del Consorzio, che lo avrebbe potuto avvisare dell'arrivo nella sede del Consorzio dello stesso De Luca. Pertanto Claudio Buttone si occupò di avvistare la vittima e quando lui che si trovava insieme a Cuccaro diede la battuta, noi direttamente da casa mia ci recammo sul posto per bloccare l'imprenditore. Mi ricordo che all'appostamento parteciparono oltre a Cuccaro ed a Claudio Buttone anche Antonio Bruno e Clemente Daniele Rivetti insieme a me ed a Bruno Buttone. Se non ricordo male, io e Bruno Buttone rimanemmo nei pressi della masseria di mio cugino Nicola Belforte ad aspettare che gli altri bloccassero l'imprenditore e lo portassero da noi mentre gli altri si occuparono di bloccare l'imprenditore. Bruno Buttone venne presso l'azienda di mio cugino accompagnato da Domenico Di Lillo detto plusiell, mentre io arrivai da solo con il mio scooter se non sbaglio. Io e Bruno poi percuotemmo l'imprenditore anche se all'inizio almeno io ero convinto che fosse De Luca e non Giustino e perciò insistevo nella necessità che lo stesso consegnasse somme di denaro maggiori rispetto a quelle già versate al nostro gruppo a titolo di estorsione. Proprio perché all'inizio io ero convinto che fosse De Luca anche quando Giustino e Buttone mi dicevano che l'imprenditore che stai picchiando aveva già pagato io insistevo che doveva consegnare un a somma maggiore di denaro. Per quanto mi ricordo, io non ho preso nulla per quella estorsione perché poi fui arrestato".

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