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CAMORRA I Belforte sono sconfitti, ma occhio alle 'vecchie famiglie'

10 / 09 / 2015

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Giuseppe Perrotta

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Un clan colpito dagli arresti e dai pentimenti eccellenti ma che comunque continua ad avere un appeal sui 'gruppi minori' che sono ancora in liberta'. E' questa la fotografia che fa la Direzione Investigativa Antimafia (Dia) del clan Belforte di Marcianise che per anni ha fatto il bello ed il cattivo tempo su una fetta importante della provincia di Caserta, dal Capoluogo fino alla Valle di Suessola, passando per Maddaloni, San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico. Un gruppo criminale che e' stato raso al suolo, almeno nei vertici, dalle indagini delle forze dell'ordine e che negli ultimi anni ha dovuto sopportare prima il pentimento del capoclan Salvatore Belforte e poi la presa di distanza di Domenico, il fratello, ai quali negli ultimi mesi si e' aggiunto anche l'erede Camillo. Ma nonostante questa situazione di grande difficolta' oggettiva, i Belforte, secondo la Dia, continuano ancora ad avere un certo appeal nei confronti dei gruppi minori. "Il clan Belforte di Marcianise, colpito da arresti, provvedimenti ablativi e pentimenti eccellenti - si legge nella relazione - ha mantenuto comunque intattata l'autorevolezza sui gruppi minori". Ed aggiungono: "La scelta collaborativa operata da uno dei suoi uomini di spicco ha consentito una maggiore autonomia di gruppi a struttura familiare, dediti prevalentemente al traffico di droga, soprattutto nel territorio di San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico ed Arienzo, un tempo controllato dal disarticolato clan Massaro".

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